Come capire i problemi dell’azienda – 10 domande irriverenti

Non basta guardare i numeri per capire se l’azienda ha un problema, o più di uno.
Ogni giorno più fatiche, non quelle che si vedono, ma quelle che logorano, come il prendere decisioni complesse, correggere errori, reggere responsabilità importanti.

Molti imprenditori affrontano tutto da soli, convinti che sia l’unica strada.

Per quanto importanti, i numeri non bastano. Contano le Persone, i loro comportamenti, ciò che accade ogni giorno.

Chi decide è veramente solo?

(un parallelo tra il re di Corinto e imprenditori e manager moderni)

Lo fa ogni giorno.
Inizia all’alba, con o senza entusiasmo, senza lamentele – semplicemente inizia.
Pianta i piedi sulla roccia, si piega, affonda le mani sulla pietra fredda e ruvida, e comincia.

Ogni passo è uno sforzo.
Ogni metro è guadagnato con il fiato corto e i muscoli tesi.

La fatica di spingere il suo enorme masso verso l’alto.

E ogni volta, quando arriva quasi in cima, il masso gli scivola via.
Rotola giù, pesante, inevitabile.

E lui ricomincia.
Ancora. E ancora.

Non c’è pubblico. Non c’è applauso. Nessuno lo guarda, nessuno lo sostiene.

È solo.

Eppure, Sisifo continua.
Non si arrende.

Fa quello che c’è da fare.

Se guardi da vicino, Sisifo non è poi così diverso da figure che conosciamo bene: gli imprenditori e i manager delle imprese italiane che ogni giorno, anche loro, spingono verso l’alto un peso enorme.

Scelte difficili, responsabilità economiche, decisioni rapide e imperfette, margini sempre più stretti, clienti esigenti, collaboratori da sostenere, regole che mutano in una burocrazia che toglie il respiro.

E spesso, quando pensano di avercela fatta, qualcosa rotola giù:

  • un cliente che salta;
  • una crisi improvvisa;
  • un collaboratore che delude;
  • una consegna che non parte;
  • un imprevisto che vanifica mesi di lavoro.

E ricominciano.
Ancora. E ancora.

Ma ci sono differenze sostanziali tra Sisifo e gli imprenditori e i manager.

1- Sisifo era condannato, gli imprenditori e i manager invece no

Sisifo era stato condannato dagli dèi al suo destino.

Gli imprenditori hanno scelto di fare impresa. Nessuno li ha costretti.

E lo stesso vale per i manager. Anche loro hanno scelto.

La solitudine del vertice – quella che tanti conoscono – non è una condanna,
ma è una caratteristica di questi ruoli.

È una chiamata.
Una chiamata a costruire un gruppo capace di:

  • camminare insieme,
  • condividere la fatica,
  • dare significato a ciò che si fa.

2- Sisifo era solo, invece gli imprenditori e i manager non lo sono

Sisifo era solo, invece gli imprenditori e i manager hanno accanto Persone con cui, che gli piaccia o meno, devono interagire nel reciproco interesse.

Uomini e donne che possono rendere “la salita” meno faticosa.

Che possono mettere le mani sul masso e spingere verso l’alto.

O che, se mal guidati, disconnessi o frustrati, possono rendere tutto più complicato e pesante.

Le Persone possono ostacolare, rallentare, sabotare. Ma possono anche aiutare, sostenere, darsi da fare.

La fatica non è il problema.

Le difficoltà non sono il problema.

Gli imprevisti non sono il problema.

Tutto questo fa parte della vita d’impresa.

Il vero problema è una fatica che non porta da nessuna parte.

Un lavoro che sembra non lasciare traccia.

Una giornata che si somma a un’altra, senza senso, senza direzione.

Ma quando le Persone trovano un “perché” e costruiscono un “per chi“, allora ogni spinta ha valore.

Ogni errore diventa insegnamento.

Ogni salita diventa parte del viaggio.

Non siamo Sisifo.

3- Sisifo non poteva scegliere, invece gli imprenditori e manager possono

Imprenditori, manager e collaboratori possono scegliere. Le Persone possono scegliere.

Possiamo (dobbiamo) connettere la fatica di oggi a un risultato più grande.

Possiamo (dobbiamo) creare un’organizzazione in cui la responsabilità non schiaccia, ma unisce.

In cui non ci sono più eroi solitari, ma squadre che si sostengono.

E allora sì, ogni giorno può ricominciare, diverso dal precedente, ma con lo stesso spirito basato su responsabilità, rispetto e merito. Lo spirito di Zero Alibi in azienda.

Il primo passo per affrontare i problemi è vederli

Se non sai vedere la realtà per quello che è,
non esiste nessun sentiero.

Se non togli il velo non puoi intraprendere nessuna strada. E se non hai coscienza di te, se non accetti che spesso nelle imprese le figure apicali sono parte inconsapevole del problema da risolvere, non c’è nessun sentiero da percorrere.
(Qualcuno lo chiama “mettersi in discussione”).

A cosa scegli di credere?

Perché a un certo punto della vita, le Persone scelgono a cosa credere e a cosa non credere.

Credere che in azienda stia andando tutto bene è la via più facile, ma entrambi sappiamo che non è così – altrimenti non saresti qui a cercare le tue risposte.

La tua fatica ha senso solo se ti porta da qualche parte, insieme ai tuoi collaboratori.

Senza Persone coinvolte l’azienda va da nessuna parte.

Il questionario che segue ti aiuta a capire se la tua azienda ha un problema, o più di uno, se sta crescendo… o se sta girando in tondo.

Te lo propongo in due versioni: una irriverente e una più politicamente corretta.
Scegli tu quale delle due preferisci.
Io scelgo il questionario irriverente.

Come capire i problemi dell’azienda – 10 domande politicamente corrette

  1. I ruoli nella tua azienda sono chiari, con responsabilità, autonomia e aspettative ben definite per ciascuno?
  2. Quando una persona ha bisogno di un’informazione per lavorare bene, sa dove trovarla rapidamente?
  3. I processi aziendali sono condivisi e chiari, così che ognuno sappia cosa fare, come farlo e con quale obiettivo?
  4. È chiaro quali comportamenti vengono incoraggiati e quali non sono accettati?
  5. I feedback vengono dati in modo regolare, strutturato e utile, riferendosi al merito del lavoro svolto?
  6. Gli impegni vengono rispettati spontaneamente, nei tempi concordati, senza bisogno di controlli continui?
  7. Quando si commette un errore, si analizza cosa è successo per capire come migliorare, senza puntare il dito?
  8. Gli obiettivi aziendali sono noti e condivisi, così che tutti sappiano dove stiamo andando?
  9. In azienda si lavora in un clima sereno, oppure prevalgono tensioni, malintesi o silenzi?
  10. In azienda c’è la sensazione di essere nella stessa barca o ognuno pensa solo al proprio pezzettino?

Come capire i problemi dell’azienda – 10 domande irriverenti

  1. Ognuno sa davvero cosa deve fare o si va avanti a intuito e buon senso?
    Nota: Una chiara descrizione dei ruoli aiuta le Persone a capire cosa ci si aspetta da loro e a chi fare riferimento
  2. Per trovare le informazioni necessarie serve una mappa del tesoro o sono lì quando servono, senza perdere tempo?
    Nota: Le informazioni nascoste, o in mano a pochissime Persone, sono uno dei centri occulti di potere che rappresentano un inutile costo.
  3. In azienda si segue un metodo o si improvvisa con la speranza che vada bene?
    Nota: seguire un metodo di lavoro, processi aziendali o procedure, è meglio dell’improvvisazione perché un processo è misurabile e migliorabile, l’improvvisazione invece no.
  4. Le regole del gioco sono chiare per tutti o valgono solo per chi ha più voce?
    Nota: l’impresa è una comunità di Persone e ogni comunità necessita di regole chiare per un sano stare insieme. Qualcuno lo chiama regolamento aziendale, detto anche codice di condotta.
  5. I feedback aiutano a crescere o arrivano solo quando si sbaglia?
    Nota: fornire una restituzione periodica aiuta Persone a comprendere cosa fanno bene e cosa devono migliorare.
  6. Quando qualcuno dice “ci penso io”, puoi rilassarti o prepararti a rincorrerlo?
    Nota: alcune Persone sono affidabili e altre invece no. Comprendere quali sono i criteri per definirle in un modo oppure nell’altro, fa la differenza tra sapere chi tenere vicino e chi invece no.
  7. Chi sbaglia impara o finisce per nascondersi e farsi piccolo nella disapprovazione generale?
    Nota: la cultura dell’errore è uno degli aspetti visibili del modello culturale presente in azienda che ha un impatto sulla propensione (o meno) delle Persone a esporre il loro pensiero, prendere posizione, mettersi in discussione.
  8. In azienda si sa dove si va o si lavora a testa bassa sperando che qualcuno lo sappia?
    Nota: le Persone necessitano di collegare la loro attività ad una destinazione da raggiungere (obiettivo). Senza una destinazione comune, il rischio concreto che si corre è che qualcuno si perda lungo il percorso.
  9. Si lavora bene insieme o si sopravvive tra silenzi, tensioni e facciate?
    Nota: il clima – inteso come lo stare bene insieme – è fondamentale per creare un ambiente di lavoro in cui ciascuno si sente valorizzato e dà il meglio di sé.
  10. Qui si rema insieme oppure ognuno costruisce la sua zattera per non affondare?
    Nota: il senso di appartenenza spiegato in modo semplice corrisponde al fatto che le Persone non si immaginano da nessun’altra parte, stanno bene in azienda, non cercano nient’altro e fanno squadra.

Conclusioni

Fare impresa porta con sé fatica. Ma non tutte le fatiche portano risultati.

Chi guida un’azienda non può limitarsi a resistere: deve guardare con lucidità ciò che accade ogni giorno, tra le persone, nei comportamenti, nei silenzi.

Capire se l’azienda ha un problema – o più di uno – significa iniziare a vedere, senza più scuse, senza più alibi.

E scegliere se continuare a spingere da soli, o costruire un’impresa in cui tutti spingono verso la stessa destinazione.

Il questionario che ti propongo mette luce. E la luce è sempre l’inizio di qualcosa di buono che può cambiare davvero la situazione attuale.

Metti subito in pratica

Prendi carta e penna.

Fermati un istante in un ambiente il più possibile tranquillo dove ti senti a tuo agio.

  1. Scegli il questionario che fa per te (io scelgo quello irriverente).
  2. Leggi una domanda per volta.
  3. Rifletti per qualche secondo.
  4. Scrivi le tue risposte.
  5. Vai a fare altro.
    Lascia riposare le risposte per una notte
    e l’indomani, rileggile.

Sarà molto più utile di quanto pensi.

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Scrivere non è il mio mestiere, ma lo faccio ugualmente per condividere la mia esperienza.

Paolo Balestra · senior HR Manager

Costruisco organizzazioni a prova di alibi in cui la produttività e il benessere sono in armonia.

Da “non è colpa mia” a chi – fa cosa – come – entro quando, ivi comprese le relazioni sindacali.

Paolo Balestra autore del protocollo Zero Alibi e del metodo Intelligenza Aziendale